Cos’è un pezzetto di puzzle da solo?
Nulla, un ottuso incompleto pezzo di un mosaico più grande di lui.
Ma se quel pezzetto lo unisci agli altri suoi colleghi per il verso giusto, crei qualcosa:
una visione d’insieme.
Un’umanità varia ma collegata in sincrono come dei bravi ingranaggi, dei pezzetti di un puzzle.
A me sono sempre sembrati dei subnormali.
Forse ero io a essere subnormale, ma a me sono sempre sembrati quegli altri.
Non vuole essere un’offesa, ma è per come agiscono: dagli affetti al guidare al tutto.
Non pensano, sussistono, accettano le cose purché imposte dal Gruppo.
Il singolo pezzetto non conta, va bene anche che sia stupido e che accetti che le cose gli piovano addosso senza ribellione.
Questo loro essere incompleti, il loro volere solo la parzialità, è il loro fattore vincente.
La completezza arriva dal Gruppo.
Basta stare in sincrono non importa sprecare hardware per l’intelligenza, anzi più sei ottuso e più combaci bene con gli altri.
Eppure questo puzzle composto da tanti subnormali riesce a sopravvivere…

E poi ci sono loro, che te li ritrovi sempre tra i coglioni: i pezzetti di puzzle sperduti.
Pezzi diversi dal resto, che magari sono appartenuti ad altri puzzle e che si ritrovano nello stesso scatolone degli altri. Ecco, loro non combaceranno mai con nessun altro pezzo.
Non sai nemmeno da dove arrivano, esplosi come stelle nella galassia, eppure ci sono sempre.
Be’ a volte sono proprio questi pezzi che fanno la differenza.

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