Essere diversi significa anche accettare che per te le cose funzionano diversamente.
Il primo errore che si commette è quello di pensare che imitando i comportamenti degli altri allora ti verrà riconosciuto il loro stesso trattamento. Questo è il primo errore. Gli altri non hanno appreso il loro modo di fare, eppure, all’inizio si tenderà sempre a dare la colpa dei nostri insuccessi nel sociale ad una mancata applicazione delle regole che rendono tutti così affini l’uno per l’altro. Crediamo che il problema stia nel fatto che non ci si applichi abbastanza e allora iniziamo a studiare le dinamiche sociali come degli scienziati che osservano un alieno. Le comprendiamo. Le applichiamo. Sbagliamo tutto. Teoricamente sappiamo quello che c’è da sapere, lo riusciamo perfino a comprendere in linea teorica ma quando si passa al momento della pratica tutto cambia, le situazioni che avevamo gestito alla grande nella nostra mente diventano reali, si richiedono risposte immediate in tempi brevissimi, non facciamo in tempo ad aprire il nostro libro dei perché senza che il nostro interlocutore se ne sia già andato via, portandosi con sé buona parte della nostra autostima. Feedback negativo.
Sono sempre stato estremamente sensibile al feedback negativo, non mi è mai riuscito “fregarmene”, tornavo a casa disilluso e sconfitto. Compresi ben presto che non sarei mai riuscito ad essere come loro, il sociale non faceva per me, era solo fatica, allora decisi di creare il mio mondo, a modo mio e con le mie regole. Non me ne fregai del feedback negativo, me ne fregai di tutto ciò che lo produceva: i neurotipici intorno a me.
Diventai uno splendido nerd. L’angolo di vita che mi ero ritagliato era abbastanza grande per fare spazio anche a degli amici, ovviamente nerd, con cui ho condiviso la mia intera infanzia e con cui la condividerei altre 1000 volte. Trovai la mia strada nel modo più difficile del mondo, essendo un orgoglioso strambo ragazzino. Capii che tutto ciò di cui avevo bisogno non era quello di cui avevano bisogno gli altri, spesso la maggioranza può risultare estremamente convincente, a tal punto da azzerare chi sei in cambio di un frammento di approvazione. Così facendo, ci rendiamo invisibili agli occhi di chi, come noi, sta cercando di sopravvivere in un mondo che non gli appartiene, in un modo che non è il suo. Finiamo per arrenderci, lasciando che il silenzio non lasci traccia di noi. Per questo è fondamentale avere il coraggio di riconoscere ciò di cui si ha bisogno, iniziare a brillare di luce propria significa far conoscere al tuo vicino aspie che forse non è poi cosi solo, significa convincere la tua amica ND che non è circondata solo da maschere, significa creare un mondo parallelo di cui, evidentemente, c’è un fottuto bisogno.

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